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Cosmetica Italia presenta l’Indagine congiunturale

Le previsioni 2019 per il settore cosmetico sono positive: si parla di una crescita del 2,8%, sostenuta dall’export (+4,5%).

19 settembre 2019 / Press

L’Indagine congiunturale, realizzata dal Centro Studi di Cosmetica Italia, conferma l’anticiclicità del settore e stima - per la fine dell’anno - un fatturato complessivo vicino agli 11,7 miliardi di euro, in crescita del 2,8%. Le esportazioni continuano a rivestire un ruolo di primaria importanza nell’incremento della produzione: l’export, infatti, registrerà un +4,5%, per un valore di circa 5 miliardi di euro.

Per quanto riguarda i diversi canali, buone notizie arrivano dai centri estetici, che stimano per fine 2019 una crescita dello 0,5%; al contrario, i saloni di acconciatura mostrano ancora segnali di difficoltà, con una probabile chiusura in contrazione dell’1%. Positivo l’andamento dell’erboristeria (+1,8%) e della farmacia (+1,6%) così come della profumeria (+1,2%).

Performance soddisfacenti, infine, per la grande distribuzione, per la quale si prevede una crescita di 1,5 punti percentuali: essa, in particolare, rappresenta il 41% del mercato cosmetico nazionale (per un valore prossimo ai 4,2 miliardi di euro) e unisce al proprio interno format con dinamiche molto diverse, come gli ipermercati, i supermercati tradizionali e gli spazi casa-toilette.

Il trend positivo dell’e-commerce, infine, conferma la trasformazione digitale del settore e, anche per il 2019, si stima un incremento del 22%; un successo che testimonia lo spostamento verso forme distributive più innovative, con la conseguente frenata delle vendite dirette (porta a porta e per corrispondenza), per le quali si prevede una contrazione del 2%.

«La distribuzione si modifica nei canali tradizionali e le nuove forme di vendita attraggono sempre più consensi da parte dei consumatori. - afferma Gian Andrea Positano, responsabile Centro Studi di Cosmetica Italia – Bisogna considerare, inoltre, alcuni dei principali trend in atto, come il concetto di bellezza “pulita” e attenta alla ”sostenibilità”, accanto a una semplificazione della beauty routine e a un’evoluzione del punto vendita che diventa luogo esperienziale».